Menu Chiudi

Archiconfraternita della Sacra Spina

Forse non tutti sapranno che a Fermo, più precisamente nella Chiesa di Santa Lucia a Fermo, è custodita la Sacra Spina, una reliquia che i credenti credono sia parte della corona di rovi posta in testa a Gesù Cristo prima di essere crocifisso. La spina è venerata e protetta dalla Confraternita della S. Spina, di cui è priore Emanuele Luciani.

L’Archiconfraternita della Sacra Spina di Fermo è un’associazione pubblica di fedeli cristiano-cattolici, eretta nell’Arcidiocesi di Fermo che ha come compito statutario, custodire, proteggere e venerare la Reliquia della Spina che proviene dalla Corona posta sul capo di Gesù Cristo.

================================= un pò di storia ================================= 

La vicenda ebbe il suo inizio quando il figlio del Re di Francia San Luigi IX,  offrì in dono la Spina al beato Clemente Briotti da Sant’Elpidio a Mare, generale dell’Ordine agostiniano, che nel 1274 si era recato in Francia per assistere al primo Concilio di Lione.

Il beato pensò bene di portarla con sé e regalarla alla propria città natale. Fu così che la Sacra Spina venne collocata nella Chiesa Agostiniana di Sant’Elpidio a Mare.

Nella notte dell’8 settembre 1377, Rinaldo da Monteverde, tiranno di Fermo, per vendicarsi della sconfitta inflittagli dalle truppe guelfe elpidiensi, mise a ferro e fuoco la città nemica  e permise ai fermani di trafugare la Sacra Spina, che in seguito, venne deposta provvisoriamente sull’altare maggiore della Chiesa di Sant’Agostino, a Fermo.

Qui, però, la cittadinanza si divise in due fazioni. Quale fu il motivo della disputa?

In quel tempo, nella chiesa dei domenicani di Fermo, era venerata un’altra Spina, dunque, l’arrivo della nuova reliquia fu un vero problema. Infatti vi erano persone che sostenevano che la Spina autentica  fosse quella  dei domenicani, altri quella degli agostiniani.

Il Vescovo di Fermo,  Antonio de Vetulis, decise allora di porre fine ai dissidi sorti tra i cittadini sottoponendo le reliquie alla  “prova del fuoco’’.  Dunque, fu il fuoco a decidere: il Vescovo, alla presenza del popolo adunato in piazza grande, gettò in un grande braciere ardente le due spine.

La spina dei domenicani fu subito consumata dalle fiamme, mentre quella di Sant’Agostino rimase intatta e addirittura si sollevò in alto, testimone la folla entusiasta e acclamante.

Il prodigioso evento non fece altro che intensificare il culto verso la Sacra Spina: nel 1405, venne cesellato il prezioso reliquiario , in stile gotico e in argento dorato, che si apre e chiude con tre chiavi.

Inoltre, al tempo, si decise che nelle due festività della Santa Croce, nei mesi di maggio e settembre, e nella commemorazione del Venerdì Santo, i priori delle sei contrade e il Gonfaloniere di Giustizia, insieme a tutte le autorità di Fermo, si recassero nel tempio di Sant’Agostino a offrire due ceri in omaggio e a rendere solenne atto di culto verso la Spina.

Fino a qualche tempo fa, la Sacra reliquia veniva esposta nella chiesa di Sant’Agostino , ogni anno, il giorno del  Venerdì Santo, in commemorazione della Passione di Cristo  e l’8 settembre, per commemorarne l’arrivo a Fermo.

A occuparsi della protezione e della venerazione della reliquia c’è la Confraternita, istituita dal generale dei francescani cappuccini, Silvestro da Rossano nel 1574 e confermata da S.S. Gregorio XIII nel 1575 e da S.S. Clemente VIII nel 1599. Come afferma il Priore: “Da allora la Confraternita ha subito due soppressioni, napoleonica prima e sabauda poi, per essere ripristinata nel maggio scorso, tornando al ruolo che le è stato assegnato: custodire, proteggere e venerare la Sacra Spina’’.

Infatti, in data 26 maggio 2017 il decreto del Vescovo di Fermo ha ufficializzato la nomina del Priore, Emanuele Luciani, e del Direttivo.  Il Cappellano della Confraternita è lo stesso Parroco di Santa Lucia, Fra Andrea Patanè, che ha il compito di guidare spiritualmente la nuova comunità,  mentre i membri della Confraternita sono circa 10 persone,  di età sotto ai 40 anni, un gruppo saldo nella fede e pronto ad iniziare una nuova avventura.

La Sacra spina è stata però messa  a dura prova dal sisma dello scorso 30 ottobre 2016, a causa del quale la Chiesa di Sant’Agostino, nella quale era custodita fino a poco tempo fa, è stata gravemente danneggiata ed è completamente inagibile. Ma grazie al pronto intervento del Priore della Confraternita, aiutato dal parroco di Santa Lucia, la reliquia è stata temporaneamente messa al sicuro nel caveau della Diocesi.

A oggi, la Sacra Spina, resta un importante patrimonio da proteggere, tutelare e soprattutto far conoscere.

Non mancheranno di certo, iniziative sia spirituali che culturali organizzate dalla stessa Confraternita,  volte non solo alla venerazione della Sacra Spina, ma anche alla conoscenza della reliquia e alla diffusione del culto.