LA STORIA DELLA CHIESA
La Chiesa del Monastero di Santa Chiara, intitolata originariamente a Santa Maria delle Grazie, oggi alla Visitazione, si presenta in un'unica navata con pareti ornate da paraste ioniche binate e da una ricca trabeazione, sulla quale si sviluppa la volta a padiglione lunettata, decorata a motivi geometrici e floreali.
Entrando, il visitatore viene accolto all'ingresso da sottili colonne a finto marmo che sorreggono una piccola cantoria; di fronte ad essa si innalza l'altare con il dipinto della Visita di Maria a Elisabetta (Cfr. Lc. 1,39-56). Nelle nicchie laterali sono visibili altre due tele raffiguranti, a sinistra, San Francesco e, a destra, Santa Chiara.
Questo impianto, frutto di numerose trasformazioni, risale per lo più alla metà del XIX secolo e al disegno dell'architetto Alessandro Sabbatini. Sul lato ovest della chiesa si apre il coro da dove le monache assistono alle celebrazioni: si tratta di due vani uniti da un grande arco centrale e coperti da una volta a padiglione rialzata e lunettata. Questo sistema voltato presenta una certa continuità con i due ambienti contigui sui lati più brevi e ciò lascia supporre che, tutti questi spazi, fossero, un tempo, uniti a formare un'area di più ampie dimensioni, probabilmente coincidente con l'originaria chiesa del monastero e riferibile, nel suo impianto, ad uno schema architettonico molto diffuso in ambito francescano nell'Umbria del XII-XIII sec.
Nel coro si trovano anche alcune interessanti tele settecentesche, tra cui una raffigurante San Francesco ed un'altra con Madonna e Gesù Bambino, San Francesco e Santa Chiara.
Nel coro, a terra, sono collocate due lastre tombali dalle quali si dipartono altrettanti cunicoli che discendono agli antichi loculi di sepoltura delle clarisse.
Anche oggi, la Chiesa della Visitazione è il luogo di preghiera delle Monache Clarisse. Per saperne di più >>>