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Chiesa della Visitazione e Monastero di Santa Chiara

Fermo

Il Monastero di Santa Chiara di Fermo, sito nel centro storico della Città in contrada Castello, è stato fondato dalla nobildonna fermana Giacoma, a seguito della volontà testamentaria del marito, Giovanni Leonardo di ser Antonio, morto intorno al 1487. I coniugi volevano dare una sede al libero gruppo di Terziarie Francescane, popolarmente dette “le Continenti”. La costruzione del primo nucleo del Monastero e della relativa Chiesa, dedicati a Santa Maria delle Grazie, iniziò poco dopo la morte di Giovanni Leonardo. Già parzialmente abitabile nel 1493, era ormai terminato nel 1503, quando Giacoma dettò il suo testamento. Il riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa arrivò il 28 gennaio 1505 con una Bolla di Papa Giulio II. Egli inviava nel Monastero Camilla Battista da Varano (oggi Santa) e Angela Ottoni, entrambe suore del Convento di Camerino, per istruire il gruppo di donne fermane secondo i precetti del Secondo Ordine Francescano. Il primitivo Monastero di Santa Maria delle Grazie venne presto ampliato e, intorno al 1570 fu costruita una nuova Chiesa, attigua alla prima, che venne dedicata al Corpus Christi. Seguirono continui lavori a seguito dei quali, intorno al 1690, la Chiesa assunse il titolo definitivo di “Visitazione della Beata Vergine Maria”. Nel corso del XVIII secolo consistenti lavori di ampliamento portarono al definitivo assetto dell’edificio, con la costruzione di un nuovo dormitorio e parlatorio, quest’ultimo su disegno di Carlo Bonomi da Ripatransone.
L’attuale aspetto della Chiesa è dovuto a un rifacimento avvenuto negli anni 1851-1852, realizzato dal pittore Antonio Morettini su disegno di Alessandro Sabatini, che preservò le precedenti pale degli altari. Queste sono attribuite ai pittori fermani Ubaldo Ricci (altare maggiore, ultimo decennio del Seicento) e Filippo Ricci (altari laterali, ottavo nono decennio del Settecento). Alla primissima fase di vita del Monastero appartiene, invece, il dipinto di scuola crivellesca, raffigurante la Madonna della Misericordia (1496-1506 circa); portato alla luce a seguito di un recente restauro, è oggi esposto in sagrestia. Questi e tutti gli altri dipinti presenti nel Monastero sono oggetto di uno studio storico-artistico e conservativo, ormai in via di ultimazione, finalizzato alla loro conoscenza (anche in relazione alle vicende storico-architettoniche del Monastero), catalogazione e conservazione, condotte da chi scrive in occasione della tesi di laurea quinquennale in restauro e conservazione dei Beni Culturali, presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata. Tale studio ha portato, tra le altre cose, alla scoperta di un inedito dipinto attribuibile al pittore Ubaldo Ricci, raffigurante la Madonna in gloria col Bambino, San Francesco e Santa Chiara; risalente all’ultimo decennio del Seicento e originariamente collocato in Chiesa, è oggi conservato nella biblioteca del Monastero.

Giacomo Maranesi

Il Monastero di Santa Chiara e la Chiesa sono ancora oggi affidati alla Comunità delle Monache Clarisse Minori.