Sant’Agostino

messa festiva ore 11.00

LA STORIA DELLA CHIESA

La chiesa di Sant’Agostino, risalente alla metà del XIII secolo, è di fondazione romanico-gotica; trasformata nel 1360, fu successivamente modificata. Presenta un’alta facciata a due ordini, preceduta da una scalinata. Resti della costruzione primitiva sono visibili sul fianco destro.
Nell’atrio sono un affresco del ‘300 con la Natività ed uno dei primi del ‘400 che rappresenta la Madonna col Bambino e santi. L’interno (XVIII sec.), a navata unica, a croce latina, (con pavimento rialzato di circa tre metri rispetto alla costruzione romanica, che lascia intravedere la struttura della chiesa gotica) è molto interessante per gli affreschi (seconda metà del sec. XIII, XIV e XV), che si sviluppano sulle pareti.
Vicino all’ingresso, a destra, è la Madonna col Bambino e i SS. Agostino, Antonio abate e Antonio da Padova; dietro il secondo altare a destra, su due zone: in basso gli affreschi duecenteschi con santi, Madonna col Bambino, altra santa, Madonna della Pace; in alto, altri del ‘300 con la Crosacra spinacifissione, i SS. Pietro e Paolo e, sopra, l’Annunciazione; a destra del presbiterio, sono alcuni affreschi frammentari del ‘300 e del ‘400 con l’Eterno e Santi; a sinistra, in un ambiente (già antica cappella) sono altri affreschi della seconda metà del ‘300, tra cui, in alto, Madonna della Misericordia e Santi, in basso, Annunciazione, Crocifisso, Padre Eterno e due santi; accanto al braccio sinistro del transetto Annunciazione e Sposalizio della Vergine (del ‘400); lungo la parete di sinistra, al primo pilastro santi (‘400) e sul pilastro successivo la quattrocentesca Madonna col Bambino e santi; dietro il secondo altare l’affresco trecentesco con la Dormitio Virginis; seguono altri affreschi del ‘400. Nella Cappella della Spina (braccio sinistro del transetto) si trova un reliquiario gotico con la S. Spina (secondo la tradizione una delle spine della corona di Gesù – v. foto) che si trovava a S. Elpidio, ma venne trafugata e trasferita nel 1377 a Fermo.

LA STORIA DEL SANTO

Aurelio Agostino nacque a Tagaste, sul territorio dell’odierna Algeria, nel 354. Era figlio di Patrizio, piccolo proprietario terriero, e di Monica, fervente cristiana.
Compì gli studi presso Madaura, poi a Tagaste e Cartagine, come autodidatta si interessò alla lettura dei classici (la lettura dell’Ortensio di Cicerone produsse in lui l’amore per la filosofia). Dopo la morte del padre aprì una scuola di retorica a Tagaste (373), poi insegnò a Cartagine (374-383), quindi, insoddisfatto, decise di trasferirsi a Roma. A Milano, dove infine si stabilì, ottenne la cattedra municipale di retorica. Agostino, pur avendo ricevuto dalla madre un’educazione cristiana, non aderì da subito alla religione cattolica, nutriva infatti molti dubbi sulla sua validità (in particolare lo ripugnava lo stile della Bibbia e aveva una concezione tendenzialmente materialista della realtà).santagostino Agostino, nel primo periodo della sua vita, aderì al manicheismo, eresia che abbandonerà dopo l’incontro con il vescovo manicheo Fausto, il quale sorprese negativamente Agostino a motivo della sua ignoranza.
A Milano incontrò Sant’Ambrogio: negli anni che vanno dal 384 al 387 maturò la sua conversione al cristianesimo. Gli ostacoli che più si frapposero sulla via della piena maturazione cristiana furono l’abbandono della donna con la quale aveva vissuto per quattordici anni e che gli aveva dato un figlio, Adeodato, e la decisione di convivere con un’altra donna.
Solo nel 386, colpito dalla vita monastica, decise la piena conversione.
Nel 387 decise di farsi battezzare: abbandonò la convivente e diede una svolta alla sua vita di “bagordi e di lussuria”, lasciò anche l’insegnamento. Sant’Ambrogio lo battezzò a Milano, dopo un periodo di ritiro a Cassiciacum, oggi Cassago Brianza.
Deciso il ritorno in Africa, fu sorpreso dall’improvvisa morte della madre, ad Ostia, due anni dopo morì anche il figlio. Nel 391 venne ordinato sacerdote della chiesa cristiana, nel 396 divenne vescovo di Ippona (l’attuale Bona). Da questo momento si dedicherà agli scritti di natura religiosa e alla lotta contro le eresie, tra le quali il Donatesimo, il Pelagianesimo e il Manicheismo, diventanto uno dei padri del Cristianesimo. A motivo del suo percorso esistenziale controverso e travagliato, Agostino incarna la figura emblematica dell’uomo che approda con sofferenza e a tappe forzate di maturazione alla vita religiosa, dopo un’esistenza condotta nel peccato.
Le opere di Sant’Agostino sono più di trecento. Le più importanti sono: La Trinità (pietra miliare della teologia) del 419, Le Confessioni (la sua biografia) del 397, La grazia di Cristo e il peccato originale (418) e La città di Dio (413-427). Altri scritti importanti contro le eresie sono Contro i Manichei (388), Sul battesimo contro i Donatisti (401), Sulle gesta di Pelagio (417).